La definizione ollare può essere attribuita a qualsiasi pietra naturale che funga da olla, cioè da recipiente.  Pietra ollare per eccellenza è comunque la steatite, della famiglia dei talcoscisti, per via della sua capacità di trattenere e diffondere il calore, nonché della sua malleabilità che ne consente la lavorazione.  Non tutte le varietà di steatite sono però adatte all’uso sul fuoco, ma solo una certa qualità che, grazie al particolare equilibrio della sua composizione chimica, conferisce alla pietra ollare quelle proprietà fisiche così apprezzate in cucina.

La migliore steatite, che usiamo nella nostra linea di pentole in pietra ollare, è così composta:

  • 40 –50% di talco, che la rende facilmente lavorabile e le concede proprietà antiaderenti;
  • 40 – 50% di magnesite associata ad alcuni minerali (clorite, dolomite, actinolite, antofilite), che la rende resistente e compatta, in grado di sopportare temperature altissime;
  • altri puri minerali (epidoto, titanite, serpentinite, pirite, magnetite, limonite, ematite, ilmenite) per la percentuale residua.

pietra